Cheilofagia e bruxismo sono spesso due manifestazioni dello stesso squilibrio funzionale, legato a un’iperattività del sistema neuromuscolare e a una gestione inefficace dello stress. Mangiucchiare guance o labbra rientra infatti tra i comportamenti orali parafunzionali, attività che sovraccaricano muscoli mandibolari e articolazione temporo-mandibolare quando si ripetono nel tempo.
Nei soggetti con bruxismo, la cheilofagia è particolarmente frequente e può contribuire a mantenere tensione, affaticamento muscolare e disagio mandibolare, spesso senza che la persona ne sia pienamente consapevole.
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Che cos’è la cheilofagia e perché rientra nei comportamenti parafunzionali
La cheilofagia consiste nel mordicchiare ripetutamente labbra o mucosa delle guance, spesso in modo inconsapevole, soprattutto durante momenti di concentrazione, stress o tensione emotiva.
È definita “parafunzionale” perché non ha una funzione biologica utile (come masticare o parlare), ma comporta una contrazione ripetuta dei muscoli masticatori e un carico continuo sull’articolazione temporo-mandibolare (ATM).
A differenza di un gesto occasionale, la ripetizione frequente durante la giornata trasforma questo comportamento in un vero fattore di rischio funzionale, soprattutto in chi presenta già una predisposizione al bruxismo.
Il legame tra cheilofagia, stress e bruxismo
Numerosi studi indicano che i comportamenti orali parafunzionali sono strettamente correlati a stress, ansia di tratto e iperattivazione del sistema nervoso.
Mordere guance o labbra diventa una sorta di “valvola di sfogo” motoria, simile al serramento dentale, attraverso cui il corpo scarica tensione.
Nel bruxismo, questo meccanismo è amplificato:
- il sistema nervoso mantiene un livello di attivazione elevato;
- i muscoli mandibolari restano in stato di semi-contrazione;
- il gesto di mordere la mucosa orale diventa automatico e ripetitivo.
Non a caso, molte persone che soffrono di bruxismo riferiscono anche altre parafunzioni come masticare penne, serrare i denti da svegli o spingere la lingua contro i denti.
Quali conseguenze può avere mangiucchiare guance e labbra
Nel breve periodo, la cheilofagia può causare irritazioni, ispessimenti o lesioni della mucosa orale.
Nel lungo periodo, però, il problema principale è funzionale: il gesto ripetuto contribuisce a mantenere un iperlavoro muscolare che coinvolge masseteri, temporali e muscoli periorali.
Questo sovraccarico può favorire:
- dolore muscolare mandibolare;
- sensazione di affaticamento a fine giornata;
- aumento della tensione cervicale;
- peggioramento dei sintomi del bruxismo, soprattutto diurno.
In alcuni casi, la persistenza della parafunzione può rendere più difficile la risoluzione di disturbi temporo-mandibolari già presenti.
Perché spesso non ci si accorge di farlo
Uno degli aspetti più insidiosi della cheilofagia è la scarsa consapevolezza.
Molte persone scoprono di mordicchiare guance o labbra solo quando notano segni sulla mucosa o quando qualcuno glielo fa notare.
Questo accade perché il comportamento è gestito a livello subcorticale, come il bruxismo notturno: non è una scelta volontaria, ma una risposta automatica a uno stato di tensione interna.
Per questo motivo, “smettere con la forza di volontà” è spesso inefficace se non si lavora anche sulla regolazione dello stress e del tono muscolare.
Ridurre la cheilofagia: perché è importante nei disturbi temporo-mandibolari
L’individuazione e la riduzione dei comportamenti parafunzionali è una parte centrale nella gestione dei Disordini Temporo-Mandibolari (DTM).
Diversi studi mostrano che un approccio terapeutico che tenga conto di queste abitudini può migliorare la funzione mandibolare e ridurre il dolore.
Le strategie più efficaci includono:
- aumento della consapevolezza del gesto durante il giorno;
- tecniche di rilassamento e respirazione lenta;
- gestione dello stress emotivo;
- supporto mirato per ridurre l’iperattività neuromuscolare.
Interrompere anche solo parzialmente la cheilofagia può alleggerire il carico sulla mandibola e facilitare il controllo del bruxismo.
Il supporto di BruxRelax® nella gestione delle parafunzioni orali
Poiché cheilofagia e bruxismo condividono meccanismi neurofisiologici simili, un supporto mirato può essere utile anche sul piano integrativo.
La BruxRelax® Day Formula aiuta a modulare la risposta allo stress e a ridurre la tensione muscolare durante la giornata, favorendo una maggiore consapevolezza dei gesti automatici.
La BruxRelax® Night Formula, invece, sostiene il rilassamento notturno e contribuisce a ridurre l’iperattività neuromuscolare che spesso mantiene attivi i comportamenti parafunzionali anche di giorno.
L’obiettivo non è eliminare un singolo gesto, ma riportare equilibrio nel sistema neuromuscolare.
Un segnale da non ignorare per chi soffre di bruxismo
Mordere guance o labbra non è solo un’abitudine “nervosa”: è spesso un segnale di tensione interna e di sovraccarico del sistema masticatorio.
Per chi soffre di bruxismo, riconoscere la cheilofagia e comprenderne il significato è un passo importante verso una gestione più efficace del disturbo e un miglioramento del benessere mandibolare.
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