Non tutte le persone che vivono periodi stressanti sviluppano bruxismo. Allo stesso tempo, molte persone che serrano o digrignano i denti non si percepiscono particolarmente stressate. Come si spiega questa apparente contraddizione?
La risposta potrebbe trovarsi in un concetto sempre più studiato dalla medicina e dalle neuroscienze: il carico allostatico. Con questo termine si indica il “costo biologico” che il nostro organismo paga quando è costretto ad adattarsi continuamente a richieste fisiche, emotive e ambientali. Non si tratta quindi dello stress in sé, ma dell’effetto cumulativo che lo stress produce nel tempo sul sistema nervoso, sul sistema endocrino e sull’intero organismo.
Questo concetto si integra perfettamente con il nuovo modello biopsicosociale del bruxismo, secondo cui il serramento dei denti non è soltanto un problema della mandibola, ma una possibile manifestazione di un sistema nervoso che fatica a ritrovare il proprio equilibrio.
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Che cos’è il carico allostatico?
Ogni giorno il nostro organismo si adatta continuamente ai cambiamenti. Una riunione importante, una notte di sonno ridotta, un litigio, un allenamento intenso o una malattia rappresentano tutti degli stimoli a cui il corpo risponde modificando la propria attività fisiologica.
Questo processo prende il nome di allostasi, cioè la capacità dell’organismo di mantenere l’equilibrio attraverso il cambiamento.
Il problema nasce quando gli stimoli stressanti diventano continui e il sistema nervoso rimane attivato troppo a lungo. In questa situazione aumenta il carico allostatico, ovvero l’usura progressiva dei meccanismi che regolano lo stress.
È come se il corpo riuscisse inizialmente a compensare ogni nuova richiesta, ma consumasse gradualmente le proprie risorse fino a non riuscire più a recuperare completamente.
Qual è il legame tra carico allostatico e bruxismo?
Il bruxismo non sembra essere provocato da un singolo evento stressante. Molto più spesso rappresenta la conseguenza di una lunga esposizione a fattori che mantengono il sistema nervoso in uno stato di attivazione persistente.
Lavoro intenso, responsabilità familiari, sonno insufficiente, multitasking continuo, preoccupazioni economiche, conflitti relazionali o persino una malattia possono sommarsi tra loro. Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, è necessariamente sufficiente a provocare il serramento dei denti. È la loro somma nel tempo a fare la differenza.
Quando il carico allostatico aumenta, il cervello può faticare a modulare correttamente i sistemi che regolano l’attivazione e il recupero. Il bruxismo, in alcune persone predisposte, potrebbe rappresentare una delle modalità con cui questo squilibrio si manifesta.
Perché alcune persone riescono a compensare meglio di altre?
Una delle domande più interessanti è perché due persone esposte agli stessi livelli di stress possano avere risposte completamente diverse.
La risposta dipende da numerosi fattori. La predisposizione genetica, la qualità del sonno, la regolazione emotiva, il livello di attività fisica, il supporto sociale e persino le esperienze vissute durante l’infanzia influenzano la capacità dell’organismo di gestire il carico allostatico.
Anche la resilienza biologica gioca un ruolo importante. Alcuni sistemi nervosi riescono a ritornare rapidamente a uno stato di equilibrio dopo uno stimolo stressante; altri rimangono attivati molto più a lungo.
Per questo motivo il bruxismo non può essere spiegato soltanto con la frase “sei stressato”. È molto più corretto chiedersi come il tuo organismo sta gestendo quello stress.
Quali segnali indicano che il carico allostatico è troppo elevato?
Il bruxismo potrebbe essere soltanto uno dei segnali che il corpo utilizza per comunicare un eccesso di attivazione.
Altri sintomi frequentemente associati comprendono tensione cervicale, cefalee ricorrenti, sensazione di affaticamento nonostante il sonno, difficoltà a rilassarsi, respirazione superficiale, rigidità muscolare diffusa, irritabilità e sensazione di essere costantemente “in allerta”.
Naturalmente questi sintomi possono avere molte cause diverse e non indicano automaticamente un carico allostatico elevato. Tuttavia, quando compaiono insieme e persistono nel tempo, possono suggerire che il sistema nervoso stia facendo fatica a recuperare.
Il nuovo modello biopsicosociale invita proprio a osservare il paziente nella sua globalità, evitando di concentrarsi esclusivamente sulla mandibola.
Dormire di più basta per ridurre il carico allostatico?
Il sonno rappresenta uno dei principali meccanismi di recupero, ma non è l’unico.
Una persona può dormire otto ore e continuare comunque a vivere in uno stato di iperattivazione se durante il giorno il cervello non trova mai momenti di reale decompressione.
Il recupero dipende anche dalla possibilità di alternare correttamente attivazione e riposo. Pause durante il lavoro, attività fisica moderata, esposizione alla luce naturale, relazioni positive, respirazione lenta e momenti privi di stimoli continui aiutano il sistema nervoso a interrompere il ciclo dello stress cronico.
Per questo motivo oggi si parla sempre più spesso di recupero globale, che comprende il riposo fisico, mentale ed emotivo.
Ridurre il carico allostatico significa eliminare lo stress?
No, ed è importante chiarirlo.
Lo stress non è un nemico da eliminare. Una certa dose di attivazione è indispensabile per affrontare il lavoro, lo studio, lo sport e le normali sfide quotidiane.
Il problema nasce quando il sistema nervoso non riesce più a tornare al livello di base una volta terminato lo stimolo.
Ridurre il carico allostatico significa aumentare la capacità di recupero dell’organismo, non vivere una vita priva di impegni.
In altre parole, l’obiettivo non è evitare ogni fonte di stress, ma costruire condizioni che permettano al cervello e al corpo di compensarlo efficacemente.
Perché il modello biopsicosociale cambia il modo di interpretare il bruxismo
Per molti anni il bruxismo è stato spiegato quasi esclusivamente attraverso fattori locali, come l’occlusione dentale o il sovraccarico muscolare.
Oggi la ricerca propone una prospettiva diversa.
Il bruxismo viene interpretato come un comportamento motorio complesso, influenzato dall’interazione tra biologia, sistema nervoso, fattori psicologici e ambiente di vita.
In questo contesto il concetto di carico allostatico aiuta a comprendere perché il serramento possa comparire o intensificarsi proprio nei periodi in cui il sistema nervoso fatica maggiormente a mantenere il proprio equilibrio.
Non è il singolo evento stressante a fare la differenza, ma il modo in cui il corpo riesce – o non riesce – ad adattarsi nel tempo.
Il supporto di BruxRelax® nella gestione dello stress e del bruxismo
Affrontare il bruxismo significa anche sostenere il sistema nervoso nei periodi di maggiore pressione.
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La sera, la BruxRelax® Night Formula accompagna il rilassamento e favorisce un sonno di qualità, creando condizioni più favorevoli al recupero neurofisiologico.
Inseriti all’interno di uno stile di vita equilibrato, attività fisica regolare e corrette strategie di gestione dello stress, questi supporti possono rappresentare un valido aiuto in una visione moderna e integrata del bruxismo.
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