Comprendere quando compare il bruxismo durante la notte significa prima di tutto capire come funziona il sonno. Dormire non è un processo uniforme: il cervello attraversa cicli complessi in cui si alternano diverse fasi del sonno, ciascuna caratterizzata da specifici pattern di attività cerebrale, muscolare e autonoma.
Il bruxismo del sonno non compare in modo casuale durante la notte. Gli studi di medicina del sonno hanno dimostrato che gli episodi di digrignamento e serramento dei denti sono associati a momenti molto precisi dell’architettura del sonno, in particolare a brevi attivazioni del sistema nervoso che precedono il risveglio parziale.
Capire in quale fase del sonno insorge il bruxismo aiuta a comprendere perché questo disturbo sia così strettamente collegato alla regolazione del sistema nervoso e allo stress.
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Come funziona il sonno: i cicli che si ripetono durante la notte
Durante la notte il cervello attraversa cicli di sonno che durano in media 90–110 minuti e si ripetono più volte. Ogni ciclo comprende due grandi categorie di sonno:
- sonno non-REM
- sonno REM
All’interno del sonno non-REM si distinguono tre stadi progressivi che rappresentano livelli sempre più profondi di riposo.
Nella prima parte della notte predominano le fasi più profonde del sonno non-REM, mentre nelle ore finali aumenta la durata delle fasi REM. Questo continuo alternarsi permette al cervello di recuperare energie, consolidare la memoria e regolare l’attività del sistema nervoso.
È proprio nelle transizioni tra queste fasi che spesso compaiono gli episodi di bruxismo del sonno.
Le fasi del sonno non-REM
Il sonno non-REM rappresenta circa il 75–80% del sonno totale. È suddiviso in tre stadi progressivi.
Fase N1: il sonno leggero
È la fase di addormentamento. L’attività cerebrale rallenta e i muscoli iniziano a rilassarsi, ma il cervello rimane facilmente reattivo agli stimoli esterni.
In questa fase il sonno è ancora instabile e possono verificarsi piccoli risvegli.
Fase N2: stabilizzazione del sonno
La fase N2 rappresenta la parte più ampia del sonno notturno. Il corpo entra in uno stato di rilassamento più stabile:
- la frequenza cardiaca rallenta
• la temperatura corporea si abbassa
• l’attività cerebrale presenta segnali caratteristici del sonno, chiamati complessi K e spindles del sonno
I complessi K sono improvvisi picchi di attività cerebrale che il cervello utilizza per reagire a stimoli interni o esterni senza provocare un vero risveglio. Gli spindles del sonno, invece, sono brevi scariche ritmiche di attività cerebrale che aiutano a stabilizzare il sonno e a ridurre la sensibilità agli stimoli esterni.
Durante questa fase il cervello alterna momenti di stabilità del sonno a brevi attivazioni del sistema nervoso. Proprio in corrispondenza di queste attivazioni, chiamate micro-arousal, possono comparire episodi di bruxismo del sonno, con la contrazione involontaria dei muscoli masticatori.
Molti episodi di bruxismo sono stati osservati proprio durante questa fase.
Fase N3: sonno profondo
Questa è la fase più profonda del sonno non-REM, caratterizzata da onde cerebrali lente chiamate onde delta.
Durante il sonno profondo:
- il corpo recupera energia
- il sistema immunitario si rafforza
- i muscoli raggiungono il massimo rilassamento
Gli episodi di bruxismo sono meno frequenti in questa fase perché l’attività cerebrale è molto stabile.
La fase REM e il suo ruolo nel sonno
La fase REM (Rapid Eye Movement) è la fase in cui si verificano la maggior parte dei sogni. In questo momento il cervello diventa molto attivo, mentre i muscoli del corpo sono quasi completamente rilassati.
Durante il sonno REM:
- l’attività cerebrale aumenta
- gli occhi si muovono rapidamente sotto le palpebre
- la muscolatura scheletrica è quasi completamente inibita
Proprio per questa inibizione muscolare, il bruxismo del sonno compare raramente durante il sonno REM.
Dove compare davvero il bruxismo durante la notte
Gli studi di polisonnografia hanno dimostrato che il bruxismo del sonno è più frequentemente associato alle fasi di sonno leggero non-REM, soprattutto alla fase N2.
Gli episodi di serramento o digrignamento sono quasi sempre preceduti da una sequenza fisiologica specifica:
- aumento dell’attività cerebrale
- attivazione del sistema nervoso autonomo
- aumento della frequenza cardiaca
- contrazione dei muscoli masticatori
Questo fenomeno è noto come micro-arousal, cioè una breve attivazione del cervello che non sempre porta a un vero risveglio.
Il bruxismo è quindi considerato una manifestazione motoria associata a queste attivazioni del sistema nervoso.
Perché il sistema nervoso attiva il bruxismo
La relazione tra bruxismo e micro-risvegli suggerisce che il digrignamento dei denti sia collegato alla regolazione del sistema nervoso autonomo.
Diversi fattori possono aumentare la frequenza di queste attivazioni:
- stress psicologico
- disturbi del sonno
- consumo di stimolanti
- tensione emotiva
Quando il cervello attraversa uno stato di attivazione durante la notte, la muscolatura mandibolare può reagire con una contrazione involontaria.
Questo spiega perché il bruxismo non è semplicemente un problema dentale, ma un fenomeno neurofisiologico complesso.
Perché migliorare il sonno aiuta a ridurre il bruxismo
Poiché gli episodi di bruxismo del sonno sono collegati alla stabilità dell’architettura del sonno, migliorare la qualità del riposo può contribuire a ridurne la frequenza.
Tra i fattori più importanti troviamo:
- gestione dello stress
- regolarità dei ritmi sonno-veglia
- riduzione degli stimolanti nelle ore serali
- tecniche di rilassamento prima di dormire
Un sonno più stabile significa meno micro-risvegli e quindi meno occasioni in cui il sistema nervoso può attivare il serramento.
Il supporto di BruxRelax® nella gestione del bruxismo
Poiché il bruxismo è strettamente collegato alla regolazione del sistema nervoso e alla qualità del sonno, intervenire su questi fattori può essere utile nella gestione del disturbo.
La BruxRelax® Day Formula sostiene l’equilibrio del sistema nervoso durante la giornata grazie alla sinergia tra Ashwagandha, Lavanda, Teanina, Passiflora, Magnesio e vitamine del gruppo B, ingredienti che favoriscono il benessere mentale e la riduzione della tensione neuromuscolare.
Per il momento serale, la BruxRelax® Night Formula è formulata per favorire il rilassamento e accompagnare l’organismo verso un sonno più stabile, elemento fondamentale per ridurre i fattori che possono contribuire agli episodi di bruxismo del sonno.
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