Chi soffre di bruxismo tende spesso a concentrarsi solo sulla mandibola: denti serrati, tensione muscolare, dolore cervicale o digrignamento notturno. Negli ultimi anni, però, la ricerca scientifica sta spostando sempre di più l’attenzione verso il sistema nervoso e i meccanismi di regolazione dello stress.
In questo contesto, anche l’attività fisica assume un ruolo interessante. Non perché “curi” direttamente il bruxismo, ma perché può influenzare uno dei fattori che più contribuiscono al serramento: l’iperattivazione neurofisiologica.
Molte persone che soffrono di bruxismo riferiscono infatti una sensazione costante di tensione interna, difficoltà a rilassarsi, sonno leggero o mente sempre attiva. Il corpo, in alcuni casi, sembra non riuscire mai a spegnersi davvero.
Ed è qui che il movimento può diventare uno strumento utile di regolazione.
BruxRelax è l’unico brand interamente dedicato al bruxismo: articoli, consigli pratici, prodotti e soluzioni pensati esclusivamente per chi soffre di digrignamento e serramento dei denti. Un punto di riferimento unico per informarsi e trovare sollievo.
Perché il sistema nervoso conta così tanto nel bruxismo
Secondo il nuovo modello biopsicosociale, il bruxismo non può più essere interpretato soltanto come un problema dei denti o della mandibola.
Sempre più studi mostrano che il serramento è collegato a meccanismi di attivazione del sistema nervoso centrale. In particolare, molte persone con bruxismo presentano uno stato persistente di ipervigilanza o iperattivazione: il cervello resta “acceso” anche quando dovrebbe recuperare.
Questo può tradursi in:
- tensione muscolare diffusa;
- difficoltà nel rilassamento;
- sonno poco ristoratore;
- affaticamento mentale;
- serramento involontario durante il giorno.
Il corpo, in pratica, accumula energia e tensione senza riuscire a scaricarle in modo efficace.
Attività fisica e “scarico neurale”: cosa succede davvero nel corpo
Uno dei concetti più interessanti emersi negli ultimi anni è quello di “scarico neurale”.
Quando il sistema nervoso accumula stress, stimoli e attivazione per troppo tempo, il corpo tende a cercare modalità di compensazione fisiologica. In alcuni soggetti predisposti, il bruxismo potrebbe rappresentare proprio una di queste strategie di regolazione.
L’attività fisica può aiutare perché permette al cervello di utilizzare il movimento come via alternativa di scarico e riequilibrio.
Durante il movimento, infatti, si verificano diversi cambiamenti fisiologici:
- riduzione dell’attivazione simpatica eccessiva;
- miglior regolazione del cortisolo;
- aumento della variabilità cardiaca;
- miglior qualità del sonno;
- riduzione della tensione muscolare persistente.
Non si tratta quindi solo di “stancarsi”, ma di aiutare il sistema nervoso a uscire da uno stato cronico di allerta.
Serve fare sport intenso per aiutare il bruxismo?
Non necessariamente.
Anzi, nelle persone particolarmente stressate o iperattivate, un’attività troppo intensa potrebbe addirittura aumentare il livello generale di attivazione neurofisiologica.
Per questo motivo, spesso risultano più utili attività fisiche moderate e regolari, capaci di favorire una regolazione graduale del sistema nervoso.
Camminata veloce, cyclette leggera, nuoto tranquillo, mobilità corporea, stretching o esercizi respiratori possono aiutare il corpo a ridurre il livello di tensione accumulata durante la giornata.
La costanza, in questo caso, conta più dell’intensità.
Perché chi soffre di bruxismo spesso sente il bisogno di muoversi
Molte persone con bruxismo riferiscono di stare meglio dopo aver fatto movimento. Non è solo una sensazione psicologica.
Il corpo umano è progettato per alternare attivazione e recupero. Quando invece si accumulano ore di lavoro mentale, posture statiche, notifiche, multitasking e stress continuo senza una vera fase di compensazione fisica, il sistema nervoso può rimanere in uno stato di tensione persistente.
Il movimento interrompe questo schema.
Per alcune persone, l’attività fisica rappresenta una delle poche occasioni in cui il cervello riesce realmente a “scaricare” parte del sovraccarico accumulato.
Anche il sonno può migliorare grazie al movimento
Uno degli effetti più interessanti dell’attività fisica riguarda il sonno.
Molti episodi di bruxismo notturno sono associati a micro-risvegli e instabilità dell’arousal neurofisiologico. Muoversi regolarmente durante il giorno può favorire una migliore regolazione dei ritmi circadiani e migliorare la qualità del recupero notturno.
Questo non significa eliminare automaticamente il serramento, ma creare condizioni biologiche più favorevoli per un sistema nervoso meno iperattivo.
Attività fisica e bruxismo: il punto non è “bloccare” il serramento
Uno degli errori più comuni è pensare che esista un’unica soluzione per il bruxismo.
Il nuovo approccio scientifico suggerisce invece che il problema debba essere osservato in modo più ampio. Se il serramento è collegato anche a stress, iperattivazione e regolazione neurofisiologica, allora attività che aiutano il sistema nervoso a recuperare possono avere un ruolo importante.
L’obiettivo non è soltanto ridurre il movimento mandibolare, ma migliorare il livello generale di equilibrio dell’organismo.
Il supporto di BruxRelax® nella regolazione dello stress
Nel bruxismo, sostenere il sistema nervoso può essere utile quanto intervenire sulla tensione muscolare.
La BruxRelax® Day Formula combina ingredienti come Ashwagandha, Lavanda, Teanina, Passiflora, Magnesio e Vitamine B5 e B6, che lavorano in sinergia per favorire il benessere mentale, sostenere il sistema nervoso e contribuire alla riduzione della tensione neuromuscolare durante la giornata.
Per il supporto serale, la BruxRelax® Night Formula aiuta invece a favorire rilassamento e qualità del sonno, due aspetti centrali nella regolazione neurofisiologica del bruxismo. Un sonno più stabile e un migliore recupero notturno possono contribuire a ridurre quello stato di iperattivazione che spesso accompagna il serramento e il digrignamento dei denti.
Associati a uno stile di vita più equilibrato, attività fisica regolare e migliore gestione dello stress, questi supporti possono rappresentare un aiuto utile nella gestione quotidiana del bruxismo.
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Bibliografia
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